La moglie, il Boss e il reddito di inclusione – il welfare visto da un Assistente Sociale (vecchio)

La storia la state sentendo (o la potete leggere nell’articolo del fatto di cui allego indirizzo https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/07/mafia-la-moglie-del-boss-di-corleone-chiede-laccesso-al-reddito-dinclusione/4879601/ ) e l’opinione unanime è scontata: ma cosa facciamo? “manteniamo” i familiari di un delinquente?di un mafioso?ma siamo pazzi?!?

Come “il fattoquotidiano” racconta benissimo in questo articolo qualcuno dei servizi sociali ha “addirittura” chiesto alla sig.ra di ripresentare domanda perché la prima domanda, visto che il marito è detenuto, era mal compilata. Il sindaco ha “giustamente” bloccato la richiesta perché è ovvio presumere che un boss abbia le risorse economiche per sopravvivere.

Ora, da Assistente Sociale, ci terrei NON a difendere, NE’ criticare, quello che è successo, ma ad analizzarlo più sobriamente possibile per dire quanto situazioni come questa dimostrino la fragilità etica, burocratica, politica e professionale dell’attuale modo di fare e considerare il welfare in Italia.

  1. il segreto professionale e d’ufficio.

È abbastanza palese che questa denuncia mediatica con nomi e cognomi sta dimostrando che il segreto d’ufficio sostanzialmente non esiste. Le informazioni sono uscite dall’ufficio in modo certamente abusivo, nessuno è riuscito ad impedirlo, qualcuno le ha utilizzate a suo piacimento, ma soprattutto nessuno sta gridando all’abuso. E ribadisco: non stiamo parlando dei diritti del reo, stiamo parlando dei diritti dei familiari di un reo. Siccome è la moglie di un Boss merita che i fatti suoi siano messi in piazza? La Deontologia del Servizio Sociale attuale non lo prevede (a questo punto scrivo ) credo. Nell’Italia partigiana che impiccava la Petacci ci stava che alla fame mettessimo anche moglie e figli dei delinquenti, anche nell’Italia fascista ci stava in realtà, ma le favole che ci raccontiamo oggi sulla deontologia e la morale del Welfare e del Servizio Sociale direbbero altro. Quelle favole andrebbero riscritte (o almeno non decantate) perché dire cose che poi non si possono applicare è un’ambiguità da utenti più che da operatori.

2. la burocrazia permette che i processi siano equi?

L’unico professionista che può valutare la situazione economica di un individuo è quello che con esperienza, carte alla mano e una buona dose di responsabilità e competenze riconosciute, fa una visita domiciliare per verificare il tenore di vita delle persone e trarne delle conseguenze. Quello che “una volta” era l’assistente sociale, ma adesso non si vuole più questa figura, la si è deresponsabilizzata e depotenziata a favore di un sistema “certo” burocratico: basta con professionisti che decidono in autonomia chi aiutare e chi no. Porti un certificato e hai diritto: valutazioni contestuali, sociali , contingenti sono cose di un’altra epoca. In questo momento a dire quanti soldi hanno le persone che richiedono contributi economici sono i referenti di un caaf che deducono l’isee dalle carte che vengono loro consegnate dai diretti interessati. È chi ha fatto l’isee che dovrebbe essere messo in discussione , non l’operatore che prende una documentazione prevista dal regolamento e, come previsto, la considera un certificato. Questa non è una situazione “paradossale”: è la normalità. Se un individuo dichiara il falso, e ce ne sono parecchi, ad intervenire dovrebbe essere un’autorità deputata a controllare, non il politico di turno. Ma gli accertamenti della Guardia di Finanza sono a carico del richiedente: voi ve lo vedete un comune che paga la GdF per fare gli accertamenti? Si a Trento che è provincia autonoma… anche la Sicilia è regione autonoma a dire il vero…

3. la politica!

Il sindaco si fa subito garante della legalità decidendo, con atto politico, di rifiutare la domanda. Attenzione, non ha detto “affameremo il crimine colpendo le famiglie dei delinquenti”, ha detto che è “plausibile pensare che” con buona pace delle regole e delle leggi. Cosa doveva fare? Poteva denunciare la situazione in silenzio, aspettare che la guardia di finanza, o chi per loro , decretasse che le finanze che la sig.ra aveva dichiarato erano false e poi procedere legalmente. Ma sappiamo tutti che la vicenda avrebbe visto la fine ben oltre la prossima scadenza elettorale. Non è solo un problema di competenza del politico, è un problema che riguarda l’elettorato: nessuno giudica più un amministratore dal suo buon amministrare, ma dai colpi di teatro.

4. il welfare professionale

Questa storia è l’ennesima dimostrazione che chi ha seguito la situazione non è considerato. Quel “plausibile pensare che” non è una colata di cemento sul professionista che ha redatto la domanda, ma piuttosto su tutta la categoria tecnica e amministrativa che segue queste situazioni: nessuno direbbe ad un oncologo “ ho interrotto la chemio perché era plausibile pensare che quella terapia fosse costosa e la malattia incurabile”. Bisogna prendere atto che l’impostazione lavorativa, burocratica e prestazionistica che si è adottata negli ultimi anni per far fronte alle richieste delle politiche sociali non solo non funziona, ma sta ulteriormente abbassando la considerazione che si ha sugli operatori dei servizi. Senza paradossi avrebbe senso che fosse un tecnico a dire “ è plausibile pensare che” perché deputato a verificare la situazione e ad assumersi la responsabilità di dirlo. Ma chi si prenderebbe una responsabilità del genere per la retribuzione prevista?

Dubito che qualcuno sia arrivato alla fine di questa mia reprimenda, dovrei fare dei video per aiutare l’ormai bassissima soglia di attenzione di chi legge davvero post, blog e roba del genere… ma mi interessa di più chi approfondisce e soprattutto… i video non mi vengono granchè.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...